Ve ne parlavamo non troppo tempo fa, di come una marina leccese fosse rinata grazie ad Oltremare, il festival di street art che riportava alla luce un meraviglioso luogo dimenticato grazie all’intervento di numerosi artisti. Tra gli organizzatori dell’iniziativa, c’era l’associazione 167/B Street, la stessa che ha da poco concluso un altro importante progetto nella zona di Lecce, sempre volto alla riattivazione di alcuni suoi spazi.

Stimolare l’orgoglio di appartenenza a un quartiere, ma anche regalare opere che valorizzino l’estetica del posto che si abita: perché essere circondati da cose belle, in fondo, aiuta a star bene. Anche se questo, a primo impatto, non sembra direttamente risolvere i problemi economici di una zona popolare come la 167 B.

Questo quartiere ad est di Lecce, testimone involontario di tristi avvenimenti durante gli anni ’90 e da quel momento emarginato nei suoi problemi socio economici, è stato infatti teatro di una serie di performance artistiche che hanno dato un nuovo volto a quattro grandi facciate delle sue abitazioni. 167 Art Project è stato il nome dell’evento che a partire dal 16 ottobre ha accolto gli interventi di cinque street artist di fama internazionale: Mantra, Artez, Julieta.XLF, Bifido e Checkos Art che con i loro diversi stili ed espressioni artistiche hanno contribuito alla riattivazione della zona.

Il progetto è stato promosso dalla comunità parrocchiale di San Giovanni Battista, con il patrocinio di Arca Sud Lecce e il Comune. Un festival organizzato da 167/B Street, associazione che da oltre dieci anni si fa portavoce del desiderio di riscatto degli abitanti della zona grazie all’utilizzo e alla sperimentazione dell’arte urbana. Un’organizzazione che, in collaborazione con artisti e operatori culturali, affina nuove concezioni dell’abitare attraverso l’utilizzo di nuovi linguaggi, accompagnando l’evoluzione sociale e geografica dei luoghi in cui opera.

Parlare della 167 B è parlare di una zona dove abitare non è sempre facile: intorno ai palazzi che hanno ospitato gli artisti a lavoro non vi sono infatti attività che stimolino l’aggregazione dei suoi abitanti, come sono pochi i locali che fungono da punti di socializzazione per chi vive il quartiere. Ecco però che all’arrivo degli artisti, e superata qualche diffidenza iniziale, i residenti sembrano aver ritrovato in quelle strade di periferia un nuovo sguardo sulla propria città. E incuriositi dalle facciate in trasformazione passeggiano con nuovo entusiasmo per ammirare i “lavori in corso”.

Vedono prender forma il lavoro di Artez, in cui una ragazza sorregge dei libri, osservano la realizzazione dell’affettuoso ritratto di due bambini ad opera di Julieta XLF e Bifido. Non mancano scene più naturalistiche, come quella di Mantra che inserisce uno squarcio di verde tra il grigiore dei palazzi e ci trasporta con lo sguardo in un’altra realtà. Mentre proprio la scorsa settimana è stato accolto l’ultimo artista: Chekos Art è intervenuto su un’intera parete omaggiando due grandi giocatori del Lecce, Lorusso e Pezzella.

Ma se i fondi per queste iniziative non sono sempre molti, sembra proprio che questo sia uno dei casi in cui questi siano stati messi ben a frutto: ottenendo con poche risorse grandi risultati, per accorciare quelle distanze che dividono centro e periferia. In maniera lungimirante 167 Art Project spera, infatti, di richiamare l’attenzione di un pubblico sempre più vasto e anche lontano dai confini della città, superando così quei divari con il centro che non sono solo fisici, ma soprattutto mentali.

Noi di Rovescio appoggiamo questo bel progetto e crediamo che, come in un circolo virtuoso, potrà con il tempo contribuire a far tornare quest’angolo di Lecce parte integrante della città e del suo futuro.

Ph: 167/B Street

 

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